Perché sono favorevole al suicidio
David Foster Wallace:
La persona la cui invisibile agonia raggiunge un livello in cui non è più sopportabile si ucciderà, così come una persona intrappolata in un edificio in fiamme alla fine si butterà dalla finestra. Non dare un giudizio affrettato sulle persone che si gettano dalle finestra di una stanza che sta bruciando. Il loro terrore di cadere da una grande altezza è lo stesso che proveremmo io o te se ci affacciassimo da una finestra più o meno situata alla stessa altezza; la paura di cadere rimane costante. La variabile, qui, è l’altro terrore, quello dovuto alle fiamme: quando ti raggiungono, morire per la caduta diventa il minore dei due. Non è un desiderio di gettarsi; è terrore delle fiamme. Eppure nessuno dal marciapiede, mentre guarda in alto e urla “No!” e “Tieni duro!”, può comprendere le ragioni del salto. Davvero, non può farlo. Dovresti essere intrappolato nelle fiamme tu stesso per comprendere un terrore più grande di quello di cadere.
Nessuna persona che si suicida vuole veramente morire, hanno tutti paura della morte come noi. Ma esistono paure più grandi, ben più difficili da affrontare.
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energio said:
Mi permetto. C’è un piccolo errore formale: un suicida VUOLE morire per definizione; il caso descritto di una paura più grande è il minore dei mali (la qual cosa potrebbe anche essere comprensibile) e poi –assai raro– potresti pure sopravvivere.
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