L’iPad fondamentalmente è un microonde
Metti che devi scaldare una fetta di pizza che ti è rimasta da ieri sera. Prendi il piatto, ce la metti sopra e infili tutto nel microonde. Dopo un paio di minuti torni e hai la pizza calda, e fai la cosa più naturale: la mangi.
Prendiamo un’altra operazione altrettanto semplice come può essere lo scansire una pagina, ritagliarla dal portatile e stamparla. Bene, prendi il foglio e lo metti nella stampante. Premi scansisci. Ti dà errore: non c’è nessun computer al quale mandare l’immagine. Allora accendi il portatile e riprovi: niente, nessun computer collegato. Vai a vedere le istruzioni e ti accorgi che il pc deve essere staccato dal wifi e collegato alla rete della stampante. Lo fai. Scansisci e hai l’immagine sul portatile. Ora la devi ritagliare. Lo fai e premi stampa. Non ottieni nulla. Vai a vedere se manca della carta ma c’è, l’inchiostro pure. Scopri che avevi salvato l’immagine ritagliata nel formato PhotoShopTemplate che la stampante non riconosce. Vai a cercare come si fa a salvare in jpeg su internet, ma prima ti eri disconnesso per attaccarti alla rete della stampante. Ti riattacchi al router e trovi un modo di salvare in png alla terza pagina di risultati di google. Ti riconnetti alla rete della stampante e premi stampa. Ok, ci sei riuscito.
Se per scaldare una fetta di pizza (scansire la foto), tagliarne via un pezzettino bruciato (ritagliare la foto) e mangiarla calda (stampare il risultato) aveste perso così tanto tempo, avreste buttato via tutto inveendo contro la marca del microonde, chiamandoli imbecilli.
Imbecilli siamo noi che ci siamo abituati a tutto questo, non gli utonti.