Ricordo di vita
Ultimamente un’idea si è sempre più sviluppata nel mio subconscio, per uscire allo scoperto alla lettura di questo. Parlo dei ricordi. E’ favoloso quanto le situazioni, anche le meno interessanti e valide, una volta assunto lo status di ricordo-di-vita™ si impreziosiscano di una cornice dorata che difficilmente se ne va.
Io prima di abitare a Bagni di Lucca, che è un posticino tutto sommato niente male, stavo a Ghivizzano. Ghivizzano è un castello medioevale dove le case si sono andate a sostituire alle mura. Sono tutte appiccicate e parecchio brutte. La gente è tipica del paesino semi-montano: non si fa mai i cazzi suoi ed è 24h/24h insopportabile. Per non parlare della casa che avevo, era su due piani, il primo e il terzo dello stesso edificio. Per andare al bagno dovevo uscire dal corridoio (!). Non era molto pratica.
Comunque, ora che mi sono trasferito ho avuto l’occasione di tornarci. E’ stato tremendo.
Avevo un bel ricordo, bellissimo, di quella casa. In fondo ci ho passato l’infanzia e la prima adolescenza. E’ stato spazzato via dalla tristezza del luogo. La cornice dorata di cui parlavo prima è svanita nel nulla, è stato un momento bruttissimo. Il ricordo si plasma e si modella non secondo i dati oggettivi, ma secondo come vuoi te ricordare. Può imbellirsi o imbruttirsi, ma resta il fatto che c’entra poco o niente con la realtà.
Per questo ho deciso che una volta che ho sviluppato un ricordo-di-vita™, non lo sottoporrò più alla prova dell’oggettività: non me ne frega niente di come possa averlo modificato, ma va bene così. Non voglio che la cornice che ci ho costruito attorno possa svanire come è successo per la mia vecchia casa.
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