Di regole, costanza e passioni
Non è tanto che mi sono dato al minimalismo. All’inizio l’ho considerato solo come una filosofia estetica. Mi piacevano le case minimaliste, così come gli oggetti. Non a caso ho comprato un Macbook. Forse è partito tutto da lì. Dicevo, dopo la fase estetica sono passato al minimalismo come filosofia di vita. Penso che si possa descrivere più o meno così:
Trova le cose che ti interessano veramente, elimina tutto il resto e falle. Perché se ti concentri su ogni minima cosa non farai mai quello che conta veramente.
Detto questo, come applicarlo? Tra l’altro frequento ancora il liceo e ciò significa che la mattina non posso fare niente oltre che stare a scuola e il giorno devo studiare. Non è che mi rimanga tantissimo tempo libero. Fino a qualche tempo fa non sapevo come riuscire a far conciliare tutto e lo stress si accumulava. Ora, però, penso di aver trovato un escamotage.
Premetto che uso Things per segnarmi tutto ciò che devo fare e che mi viene in mente. Lo consiglio a tutti, usare un programma del genere ti aiuta a razionalizzare le idee che hai in testa e soprattutto a organizzarle. Comunque, era mia consuetudine aprire Things, guardare cosa dovevo fare in giornata e cominciare dal task (compito) più facile e farli. Il problema è che spesso non riuscivo a farne più di 5-6 e la maggior parte delle volte erano quelli più facili, così le cose più problematiche e noiose si accumulavano. Sembrava non esistere una via d’uscita.
Ora mi comporto diversamente. La mattina, nel primo momento libero che ho dò un’occhiata alla lista di cose da fare in giornata e - oltre ai compiti che devo svolgere per forza, tipo studiare o andare dal dentista - scelgo tre cose che sento più urgenti e importanti. Tutte le altre le rischedulo (ovvero le assegno ad un altro giorno) o, se non trovo un giorno adatto, le cancello. Anche se sembrano importanti, perché tanto se lo sono mi torneranno in mente prima o poi.
Tre cose da fare non sono tante. Ad esempio ieri ho scansito la copertina di un libro, ho chiamato il call center della vodafone per sistemare un problema e ho riordinato un cassetto. Avrò impiegato meno di tre quarti d’ora a fare tutto. E’ poco, certo. Ma se non avessi mai fatto una scelta, probabilmente anche ieri avrei scaricato qualche programmino per l’iphone e fatto altre cazzatine, senza concludere nulla. O meglio, avrei finito tutte le “cazzatine”, ma procastinato sulle cose importanti.
A volte, se vedo che il tempo impiegato è poco, prendo un timer e metto un conto alla rovescia di trenta minuti. In quei trenta minuti faccio tutto ciò che riesco a fare, ma appena il conteggio arriva a zero smetto, anche se sono nel bel mezzo di un compito. Può sembrare un metodo strano ma lo consiglio: è sorprendente vedere quante cose si fanno in soli trenta minuti, perfino sono arrivato al punto di divertirmi a farne il più possibile.
A proposito di trenta minuti, applico questa regoletta anche alle cose che considero realmente importanti™. Ho scelto di dedicare il mio tempo libero al basso, allo scrivere sui miei blog (anche per migliorare la mia qualità di scrittura) e all’allenamento fisico. Compio tutte queste azioni nei trenta minuti predisposti, ogni giorno. Non uno più, non uno in mento. Anche qui, trenta minuti possono sembrare pochi. Ma se suono il basso ogni giorno per mezz’ora significa che ogni settimana l’ho suonato per ben tre ore e mezzo. Tutte le settimane. Ci sono persone a cui piace immergersi totalmente in una nuova passione, ma spesso si bruciano subito. Anche io ero così, spesso trovavo qualcosa che mi ispirava e lo praticavo/studiavo per tutto il giorno tutti i giorni. Non penso che occorra sottolineare che dopo un paio di settimane mi era già passata la voglia e così come la passione.
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