Boom. Sei morto. Un po’ però sei durato, dai.

Boom. Sei morto.


# Le montagne russe. Ecco cosa mi ricorda. Le montagne che se inizi con la discesa con la bocca aperta non riesci più a chiuderla. Gli occhi ti fanno male. C’è gente sotto di te Cristo Santo. Toglietevi, coglioni. Ma non ti hanno visto saltare?

§ Tua madre? No. L’università? No. Quella puttana della tua ragazza? Non scherzare. Per che cazzo sei morto allora? Che t’è preso per buttarti?

# Non era come avevi letto su wikipedia. Non è vero una sega, non sei ancora svenuto e i piani son quasi finiti.

§ Avevi tutto. Non è la solita frase fatta. Genitori che ti tirano dietro soldi. Una figa per svuotarti. Amici manipolabili.

# È adesso che dovrei rivedere il film della mia vita?

§ È per questo che ti sei trascinato? La verità è che nessuno sapeva cosa dovevi fare, e lo sapevi. Ma te lo sei fatto suggerire, la tua testa sapeva a cosa eri destinato, perché ha sempre intravisto cosa dovevi fare.

# È tutto finito. Adesso svieni. La melma nella tua scatola cranica va in black-out e termina la sofferenza. Non puoi reggere la pressione. Sei morto. Stai per morire. Ti sei buttato, sei già a buon punto. Ma che cazzo hai fatto. Ora non torni più indietro. Ma forse è un bene.

§ Tu la luce alla fine del tunnel l’hai vista appena nato.

# Chapeau. La maggior parte non arriva nemmeno a questo momento. Lo sai che se per disgrazia hai un’erezione perdi l’equilibrio e cadi? Li potrebbero fare più larghi, questi muretti.

§ Tanto di cappello. Hai interpretato alla perfezione la tua parte. Sei il regista della tua realtà. Hai popolato Matrix, ma la gente che ci hai messo non ti è mai piaciuta.


Un po’ però sei durato, dai.